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Il Comune di Bergamo ha avviato un processo di co-programmazione rivolto a rafforzare le politiche giovanili e contrastare il disagio emergente tra preadolescenti e giovani. Il percorso, sviluppato insieme agli uffici comunali, agli enti del terzo settore, alle scuole e alle comunità locali, ha coinvolto attivamente tutti gli attori del sistema giovanile cittadino in una serie di quattro workshop collaborativi.
Il contesto post-pandemico e le trasformazioni socio-culturali in atto – precarietà lavorativa, salute mentale, dispersione scolastica, mancanza di spazi pubblici adeguati – hanno richiesto strumenti nuovi, metodologie integrate e una governance più aperta e condivisa.
Come costruire, insieme agli attori del territorio, una visione comune e operativa sulle politiche giovanili della città che permetta di comprendere bisogni, criticità e opportunità emergenti nei quartieri, integrare in modo efficace risorse pubbliche, private e del terzo settore, e al tempo stesso rafforzare partecipazione, benessere e protagonismo giovanile?
Il percorso si è articolato in quattro incontri, ognuno dedicato a un diverso livello di approfondimento e co-progettazione all’interno della relazione di co-programmazione. L’approccio ha integrato metodologie partecipative avanzate, selezionate per favorire dialogo, creatività e costruzione di soluzioni condivise: dal World Café, utilizzato per far emergere priorità e individuare ciò che funziona, ciò da interrompere e ciò da avviare, al City Mapping, utile per leggere zone, risorse, attori e bisogni dei diversi quartieri. Sono stati inoltre adottati lo Scenario e Future Workshop per immaginare servizi, spazi e politiche future, e lo Spaghetti Diagram per osservare luoghi urbani critici e interpretare fenomeni di marginalità. Gli incontri sono stati supportati da momenti di restituzione e validazione collettiva tramite Mentimeter. L’intero processo è stato accompagnato da un lavoro continuo di raccolta dati, sintesi, rappresentazione visuale e documentazione finale, culminato nella creazione di un database collaborativo aperto che raccoglie tutte le informazioni emerse.
Il percorso ha coinvolto quattro workshop partecipativi tematici con enti pubblici, terzo settore e giovani, producendo una mappatura dettagliata dei bisogni per zone e facendo emergere insight su salute mentale, inclusione, lavoro di qualità e partecipazione. Parallelamente è stata realizzata una raccolta sistematica delle risorse già disponibili e di quelle potenzialmente attivabili nei quartieri, permettendo di identificare nuove opportunità di intervento su spazi pubblici e luoghi di aggregazione, supporto psicologico e benessere, orientamento e accesso al lavoro, inclusione interculturale e seconde generazioni. Il lavoro si è tradotto in tre progettazioni di area — Celadina, Boccaleone/Malpensata e Piazzale Alpini — con obiettivi, metodi e azioni prioritarie, arricchite dalla presentazione di buone pratiche europee su salute mentale, partecipazione, rigenerazione e inclusione provenienti da Finlandia, Paesi Bassi e Lettonia. L’intero processo è stato raccolto in un documento finale e in un database consultabile contenente tutte le idee e i materiali prodotti.
Il percorso ha rafforzato la fiducia tra istituzioni, scuole, comunità educanti e terzo settore, creando le condizioni per un approccio realmente cooperativo. Ha reso più leggibile il sistema dei servizi giovanili, permettendo di individuare con precisione le aree scoperte e introducendo una prospettiva intersezionale sulle fragilità che tocca salute mentale, lavoro, inclusione e qualità degli spazi pubblici. Sono stati attivati nuovi modelli di ascolto, coprogettazione e partecipazione dei giovani, migliorando la capacità del Comune di pianificare interventi mirati e fondati su evidenze. Da questo lavoro sono emerse linee operative condivise, utili a orientare in modo più solido e informato le politiche dei prossimi anni.