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Brindisi è una città di mare con risorse naturali, paesaggistiche e culturali rilevanti, ma con un potenziale turistico e urbano ancora largamente inespresso. Il Comune, ha deciso di avviare un processo di partecipazione cittadina per definire insieme ai residenti — con un approccio bottom-up — una nuova visione di città, connessa a un turismo lento e diffuso, pensata per 365 giorni l’anno e rivolta anche a nomadi digitali e south-worker.
L’obiettivo era costruire un’identità condivisa, autentica e radicata nel contesto locale — capace di rispecchiare le aspirazioni della comunità — e di porre le basi per un rilancio urbano, turistico e culturale attento all’accoglienza, all’esperienza di luogo e all’eco-sostenibilità.
Come far emergere e rappresentare l’anima più autentica di Brindisi, cogliendo storia, territorio, percezioni e aspirazioni dei suoi abitanti, senza imporre un’identità dall’alto?
Come garantire che la costruzione di un brand – o di una visione identitaria – sia frutto di un processo partecipato, anziché un’operazione di marketing top-down?
Come coinvolgere cittadini di diversa età e background affinché il risultato rappresenti davvero la comunità?
Come generare un’identità urbana in grado di promuovere turismo slow e sostenibile, ma anche vissuto quotidiano, senso di appartenenza e orgoglio locale?
Il progetto ha adottato un approccio di co-progettazione e city-branding partecipativo, sviluppato attraverso una serie di laboratori collaborativi.
Workshop aperti alla cittadinanza — 5 incontri (in presenza e online) rivolti a cittadini di ogni età, background e quartiere; attività progettuali deliberate per renderle inclusive e accessibili, combinando template standard con micro-attività create ad hoc per favorire il coinvolgimento.
Ricognizione collettiva di significati e valori — nel primo workshop la comunità ha esplorato percezioni, potenzialità e immaginari della città: emergono concetti chiave come ospitalità, accoglienza, apertura, semplicità, “mare”, “vento”, tranquillità, luminosità, sensazioni multisensoriali proprie del territorio.
Analisi della percezione esterna e identità desiderata — attraverso esercizi di brand character analysis, si è cercato di capire come la città è vista da fuori e come vorrebbe essere raccontata, lavorando su punti di forza, debolezze, identità visuale e narrativa.
Progettazione sensoriale e atmosferica del brand urbano — un workshop specifico ha esplorato le dimensioni sensoriali: quali odori, suoni, luci, attività, ritmo di vita evocano “l’esperienza Brindisi”? Su queste evocazioni è stata costruita una moodboard condivisa, che ha guidato il concept visivo finale.
Scelta condivisa di concept e visual identity — sulla base degli emersi nei workshop, è stato definito un concept che pone al centro “mare, vento, relax, sport, lentezza, ospitalità” come elementi identitari; la palette cromatica e gli elementi visivi sono stati selezionati per riflettere queste scelte condivise.
Un’identità visiva nuova per Brindisi — logo, colori, mood visivo — costruita non come imposizione, ma come esito di un percorso partecipato e di comunità.
Una “narrazione” condivisa della città: valori, immaginari, esperienza sensoriale e visione turistica/urbana definita insieme ai suoi cittadini.
Documentazione del processo partecipativo: workshop, risultati di analisi, materiali visivi e strategici che rendono trasparente il percorso.
Una base strategica per lo sviluppo turistico lento e duraturo, ma anche per politiche di rigenerazione urbana, inclusione comunitaria, attrattività e qualità di vita.
Rafforzamento del senso di appartenenza e partecipazione dei cittadini: grazie al coinvolgimento diretto, la comunità ha potuto influenzare l’identità della città, sentirsi parte del processo di cambiamento e riconoscersi nel risultato finale.
Produzione di un’identità urbana autentica e radicata: la brand-identity di Brindisi non è una strategia di marketing standard, ma riflette percezioni, valori e aspirazioni reali degli abitanti.
Base concreta per politiche di sviluppo turistico e urbano coerenti con il carattere locale: turismo slow, accoglienza, esperienze sensoriali, ma anche qualità di vita quotidiana.
Strumento di rigenerazione culturale e territoriale: il processo di co-progettazione e il risultato visivo-narrativo offrono un’occasione per ripensare la città come comunità dinamica e aperta, non come mero contenitore immobiliare o destinazione turistica.
Impulso a modelli di governance partecipativa, che vedono cittadini, amministrazione e designer collaborare per il futuro della città.