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Come l’intelligenza artificiale può potenziare le strategie climatiche delle città

Le città, lo sappiamo, sono il fulcro della lotta al climate change.

Non ci sono movimenti politici od opinioni pubbliche negazioniste che possano evitare fenomeni come le isole di calore, le alluvioni o le emergenze legate alla qualità dell’aria.

Le città sono l’avamposto dell’azione climatica, sia perché sono le più colpite dagli effetti drammatici del climate change, sia perché sono la chiave per la soluzione. Laboratorio di innovazione e nuovi comportamenti, ma anche centri di interesse in grado di convogliare le azioni dei soggetti privati, cittadini e aziende, che insieme ai decisori pubblici possono imprimere un vero cambio di passo.

Dal punto di vista delle policy l’azione climatica delle città ha assunto tanti nomi negli ultimi anni: PAESC, Net Zero Cities, Local Green Deal, Green Leaf, Green Capital, etc;.

Tanti programmi con un’unica visione ispiratrice: ridurre le emissioni di Co2 e aumentare le capacità di adattamento e resilienza dei centri urbani.

Un altro comune denominatore di queste iniziative sono il coinvolgimento dei cittadini e degli stakeholder del territorio, oltre alla capacità di creare una consapevolezza generalizzata all’interno degli uffici comunali delle varie città coinvolte.

Ma in che modo le attuali innovazioni tecnologiche possono favorire questi programmi, fino anche a decretarne l’effettivo successo? L’intelligenza artificiale, al di là delle sue implicazioni etiche e sociali, può giocare un ruolo determinante per il futuro delle città sostenibili?

La risposta a queste domande è piuttosto univoca e definitiva: Innovazione tecnologica e intelligenza artificialenon sono un optional, ma un percorso obbligato per un effettivo successo della comune sfida delle aree urbane.

La pubblicazione Asvis sul quaderno per la neutralità climatica delle 9 mission cities italiane del programma Net Zero Cities dimostra come ci siano dei pattern comuni nelle strategie climatiche riassumibili nelle parole chiave Dati, Cooperazione e Coinvolgimento.

Dati e Intelligenza artificiale

Innovazione digitale e intelligenza artificiale oggi possono abilitare non solo il reperimento dei dati, ma anche una loro lettura e comprensione grazie ad analisi semantica, clusterizzazione e algoritmi di misurazione. L’AI oggi consente di estrapolare da documenti tecnici informazioni quantitative, ma anche dati qualitativi e restituirli in formati intelligibili e utilizzabili, fino ad arrivare a suggerire azioni e prevedere gli impatti delle policies. I dati diventano quindi uno strumento di pianificazione vero, alla portata di Sindaci e Assessori, ma anche degli uffici tecnici e delle strutture organizzative e superano la pura dimensione numerica, trasferendo a cittadini e decision makers la risposta alla domanda che dovremmo porci a seguito di ogni numero e dato tecnico: So what? –  “Abbiamo realizzato 20km di piste ciclabili… E quindi?”.

Governance e cooperazione

Il rischio che programmi ambiziosi come le climate strategies si portano dietro è quello di sovraccaricare le strutture organizzative dei Comuni, che sono spesso sottodimensionate rispetto all’enorme numero di task che devono svolgere. Il coinvolgimento delle organizzazioni pubbliche e private che collaborano con le città e che sono responsabili della maggior parte delle emissioni diventa quindi complicato se lasciato a procedure lente e farraginose, fatte di mail, call, telefonate e documenti tecnici.

Il digitale e l’AI, ancora una volta sono la risposta per accelerare, semplificare, codificare e potenziare l’efficacia di questo lavoro di governance.

La capacità dell’intelligenza artificiale di creare correlazioni in millesimi di secondo e di tradurre documenti tecnici e delibere comunali in framework accurati e predefiniti è la chiave di volta per eliminare i pesi burocratici, lasciando spazio all’azione e ai progetti concreti.

Coinvolgimento

Allo stesso tempo il linguaggio del digitale e la capacità dell’Intelligenza Artificiale di leggere, tradurre e semplificare dati e tecnicismi sono un fattore determinante per la comunicazione e il coinvolgimento dei cittadini e delle community locali. Se questi piani non vengono raccontati, se i cittadini non diventano parte attiva del cambiamento e non acquisiscono consapevolezza sull’urgenza delle sfide purtroppo la spinta politica rischia di venire meno. Il consenso pubblico è forse l’elemento cruciale, poichè rappresenta il pre-requisito per dare forza all’azione politica sia in termini di scelte che di investimenti.

Adottare o non adottare l’innovazione che l’AI rappresenta è oggi il discrimine per rimanere al passo di una sfida che fin qui si è dimostrata tutt’altro che facile ed è l’occasione recuperare terreno e provare a vincerla nel secondo tempo. Per dirla in parole che hanno segnato un’altra epoca : We’ll better start swimming or we’ll sink like a stone, For the times they are a-changin’

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